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Come avviene la conciatura delle pelli industriali?

Il processo industriale mediante il quale vengono conciate le pelli e che prende il nome di conciatura, ha come obiettivo quello di igienizzare la pelle dell’animale rendendola pulita, traspirante e resistente. Essendo la pelle un materiale organico, se non si provvede a trattarla entro pochi giorni, essa tende a decomporsi.
L’industria conciaria italiana è tra le più apprezzate a livello mondiale. Ogni anno in Italia, vengono prodotti circa 129 milioni di metri quadri di pelle conciata.
Ma cerchiamo di capire nel dettaglio come avviene la conciature delle pelli industriali.
La maggior parte degli animali impiegati nell’industria conciaria sono l’agnello, la capra, il vitello, il maiale ed il montone. Una volta separata la pelle dall’animale è necessario attivare il processo di conservazione che mira a non far marcire il pellame. La fase successiva riguarda il rinverdimento il cui obiettivo è quello umidificare la pelle. La depilazione e la calcinazione fanno in modo di separare la pelle dal pelo dell’animale. Ed eccoci approdati alla fase della concia. Essa mira a rendere la pelle più resistente alla temperature ed agli agenti esterni in generale, attraverso l’impiego di particolari sostanze come i tannini, l’alluminio ed il cromo. Dopo la successiva fase della pressatura è necessario sottoporre la pelle ad un ulteriore processo di concia che prende il nome di riconcia. Il pellame viene cosi inserito all’interno di un bottale (un macchinario a forme di botte ideato appositamente per la concia) che rende la pelle resistente e morbida. Anche in questo caso vengono utilizzate sostanze chimiche.
La tecnica della concia venne scoperta per caso fin dai tempi degli uomini primitivi, i quali notarono che immergendo le pelli in acqua oppure affumicandole, esse divenivano più resistenti e durevoli nel tempo.
Vi è una precisazione molto importante da fare riguardo al processo della concia. Non esiste un solo tipo di lavorazione ed esso può variare in base al risultato finale che s’intende ottenere. Si potrebbe optare per una lavorazione che miri a conservare il pelo oppure che sia orientata verso la tecnica della concia al vegetale. Rientra in quest’ultima categoria la produzione della cosiddetta pelle vacchetta, una particolare lavorazione del cuoio, in grado di donare al materiale delle caratteristiche uniche nel loro genere. Lo spessore della pelle vacchetta può raggiungere al massimo gli otto millimetri ed è caratterizzato da un odore tenue ed una colorazione che tende a scurire nel tempo.
La pelle vacchetta può essere impiegata per la realizzazione dei più disparati oggetti ed accessori come portachiavi, valigie, borse, scarpe e portafogli. Inoltre il processo di lavorazione al naturale non prevede l’impiego di sostanze nocive per la salute dell’uomo e dunque risulta essere particolarmente indicato per evitare l’insorgere di allergie.